Carla, Gestalt Counselor: “L’idea del cambiamento vi paralizza?”

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Carla, Gestalt Counselor: “L’idea del cambiamento vi paralizza?”

02 Settembre 2019

Carla ha appena 32 anni, ma ha già le idee chiarissime sull’importanza di vedere il cambiamento come un’ opportunità di crescita personale.
Ecco come ha fatto lei e come questa sua esperienza le ha stravolto tanto la vita, da decidere di diventare “Gestalt Counselor” per poter aiutare, a sua volta, le migliaia di persone che nella società di oggi si sentono imprigionate in un circolo vizioso che, non solo non appartiene loro, ma che le rende tanto instabili da non godersi a pieno la propria quotidianità.
La ricerca delle felicità passa attraverso un percorso interiore complicato a volte anche solo da accettare o riconoscere, ma riconoscere che si ha la necessità di cambiare è già il primo passo verso il cambiamento.

“Ecco come ho fatto io ad affrontare il mio cambiamento e come posso aiutare voi a fare la stessa cosa”

“Ciao! Mi chiamo Carla.
Per molto tempo ho pensato di essere “sbagliata”. Sentivo dentro di me un movimento, una spinta, la voglia di vedere altri posti oltre il luogo in cui sono cresciuta. Da quando ho compiuto 21 anni ho iniziato le mie prime esperienze di “spostamento”, accompagnata dalle preoccupazioni degli altri che mi suggerivano di trovare una stabilità, un lavoro fisso, una casa, una vita tranquilla. Per dieci lunghi anni ho lottato tra la mia insoddisfazione (e noia) mentre tentavo di costruire una “normalità” e l’eccitazione del cambiamento quando seguivo la spinta interiore e mi spostavo. C’è voluto molto tempo per accorgermi del mio bisogno di movimento, unico momento in cui torno a respirare e a sentirmi viva.
Ho trovato diverse soluzioni creative per tamponare come, per esempio, cambiare città di sei mesi in sei mesi o lavorare ad una distanza di 100km da dove abito per muovermi in treno e godere di quelle due ore di viaggio al giorno dove mi ri-collegavo a me.

Gran parte del mio lavoro di formazione personale è stato (e lo è ancora) quello di destrutturare l’idea che mi ero costruita di me sulle basi del mio modello educativo e condizionato dalla società in cui vivo per ri-costruire la mia identità, i miei valori, le mie credenze.
Troppo spesso mi sono sentita frustrata nel fare cose che credevo di voler fare per una questione di dovere e responsabilità verso gli altri. Avevo la sensazione di incastrarmi in una vita per me stretta pur di essere la persona che gli altri si aspettavano che io fossi.
Tutto è cambiato quando ho iniziato ad assumermi la responsabilità della mia esistenza e a chiedermi di cosa avessi bisogno per sentirmi felice e intera.
A Gennaio mi è venuta l’idea di spostare la mia abitazione da una casa fissa su una casa mobile. Questa idea è frutto della mia essenza libera da condizionamenti e non nascondo che ancora oggi un pò mi spaventa. Ma la paura può bloccarci o darci la spinta ed ho scoperto che, in questo caso, sotto questa emozione vibro di eccitazione e questo mi permette di valutare i rischi e mettere alla prova questo mio sogno testandone l’autenticità. La paura si è trasformata in un motore.
È un processo che richiede tempo, con alti e bassi, momenti in cui salirei su un camper ora, momenti in cui non lo farei mai. Cambiare il proprio stile di vita non avviene da un giorno all’altro,ma da un periodo di trasformazione personale che ti porta a mettere in discussione come stai conducendo la tua vita e come in realtà vuoi viverla. Per ognuno di noi c’è una risposta diversa.

L’incontro con Daniela!

L’incontro con Daniela mi ha trasmesso coraggio, la sua energia e il suo entusiasmo hanno consolidato in me idea che quando senti che una strada è buona per te, questa è l’unica cosa a cui dare valore.
Per quanto non ce ne rendiamo conto prendiamo decisioni ogni giorno spinti dai nostri bisogni più profondi e spesso inconsapevoli.
Lo facciamo per essere amati, accettati, visti, accolti ma ,finché non soddisfiamo i nostri bisogni, continueremo a muoverci nel mondo aspettando che qualcosa accada.
Il rischio è quello di abbandonarci per primi.
Per me è stato importante mettere a fuoco il mio bisogno, trovare la mia personale stabilità in movimento e smettere di cercarla nei modi definiti “comuni”.

Non è giusto ciò che è giusto ma è giusto ciò che piace.

Ognuno di noi ha bisogni differenti, e non per questo sono giusti o sbagliati.
Sono semplicemente differenti, quello che ci porta a giudicare una scelta giusta o sbagliata è la paura.
Ma se ti chiedessi di cosa hai paura, se ti dici: “se potessi… vorrei fare…”
Forse li sotto c’è sepolto un sogno.
Di che cosa hai bisogno per sentirti vivo?

“Dalla mia passione è nata la mia professione”

Di professione faccio la “Gestalt Counselor” e di queste storie ne sento a decine: gente che vuole cambiare lavoro, città, modo di vivere, ma che si sente paralizzata all’idea del cambiamento. Il mio compito è proprio quello di aiutare le persone a fare il lavoro interno che ho fatto io.
Il counseling, difatti, sostiene l’individuo nel ritrovare il “senso” della propria vita quando esso si accorge di averlo perso, aiutandolo ad affrontare un cambiamento, superare una crisi che sia lavorativa, familiare o di coppia.
Questo avviene attraverso un percorso di crescita personale in cui si entra in contatto con le proprie emozioni . Insieme esploriamo cosa accade nel “qui ed ora” attingendo dalle proprie risorse e sviluppando nuovi modi creativi per affrontare le condizioni di vita che risultano insoddisfacenti o dolorose.

Mi piacerebbe approfondire con voi alcuni argomenti, ma lo faremo in altri articoli più dettagliati.

Intanto vi suggerisco di chiudere gli occhi ed iniziare ad ascoltare il vostro cuore, a presto, Carla.