Residenza in camper: è possibile?

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Residenza in camper: è possibile?

25 Gennaio 2020

Fulltimers di tutta Italia, mi rivolgo a voi: quante volte vi siete fatti questa domanda o siete inciampati in qualche post su Facebook sulla residenza in camper? C’è sempre molta, moltissima confusione sulla questione dell’iscrizione anagrafica per chi vive in camper.
Diamo per scontato che abbiate già scelto il camper giusto per viverci. Vediamo allora, insieme, come ottenere la residenza in camper?
Per farlo partiamo dalle basi!

Che cos’è la residenza?

Potrebbe sembrare una domanda banale eppure molti la confondono con il domicilio. Prima di tutto è bene specificare che la residenza è un diritto fondamentale di ogni cittadino. Proprio per questo motivo, la residenza non si ottiene, ma si dichiara. L’articolo 43 del Codice Civile afferma che la residenza di una persona coincide con il luogo in cui ha la dimora abituale, cioè dove vive abitualmente.

Per legge, il camper non può essere adibito ad abitazione e non può essere un domicilio. Perciò, per chi vorrebbe ottenere la residenza in camper è prevista una procedura “speciale”, che rientra nei casi specifici dei “senza fissa dimora“.

Chi sono i senza fissa dimora?

Anche chi non ha una casa e vive per strada ha il diritto di chiedere al Comune di essere iscritto all’anagrafe dei residenti. Essere senza fissa dimora, però, non equivale a essere un senza tetto.

Quando si parla di persone “senza fissa dimora” si fa riferimento a tutte quelle persone che si spostano continuamente sul territorio italiano, passando da un Comune all’altro in brevi periodi di tempo. Se ci pensate bene, i camperisti non sono gli unici a essere partecipi di questo gran caos: girovaghi, artigiani ambulanti, artisti circensi con i loro spettacoli viaggianti, commercianti. Sono tutti sulla stessa barca, proprio come afferma anche l’ISTAT in “Metodi e norme”, Avvertenze generali sulle disposizioni contenute nella legge, 1992, p.41, che descrive i senza fissa dimora come:

…chi non abbia in alcun Comune quella dimora abituale che è elemento necessario per l’accertamento della residenza, […] ovvero coloro che non dimorano abitualmente in nessun Comune, oltre a non avere una normale abitazione”.

Che differenza c’è tra residenza e domicilio?

Per domicilio si intende il luogo in cui una persona svolge principalmente i suoi affari o interessi . In parole semplici, mentre la residenza indica il luogo dove si abita e si svolge la propria vita privata, il domicilio potrebbe essere la città in cui si lavora o si studia. Un classico esempio è quello di uno studente romano che sceglie di studiare a Milano. La sua residenza rimarrà a Roma (che sarà il luogo dove manterrà il suo medico di famiglia e dove verrà chiamato a votare, per esempio), ma il suo domicilio si sposterà a Milano (che diventerà il luogo dei suoi studi e delle sue attività).

Il domicilio può essere fissato, con una procedura molto semplice, presso un indirizzo di parenti o amici a cui chiederemo di mettere una cassetta fuori casa in modo da poter ricevere lettere e documenti.

Un’altra alternativa è l’apertura di una Casella Postale: si tratta semplicemente di un buca per le lettere in affitto nell’ufficio postale di preferenza. Il canone annuale da pagare dipende dalle dimensioni della CP, ma la cifra non supera mai i 200€.

L’art. 3-bis al comma 1-bis e l’art. 48, comma 2, del Codice dell’Amministrazione digitale e il Decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 stabiliscono un’altra possibile soluzione: il domicilio digitale, costituito da una casella di posta elettronica certificata. Inoltre, in Italia, abbiamo la fortuna di poter avere residenza e domicilio separati. Questo significa che la scelta del nostro domicilio potrebbe ricadere anche all’estero. L’importante è assicurarsi di scegliere un domicilio in cui si è effettivamente sempre reperibili.

Una persona che si sposta continuamente dove può stabilire la sua residenza?

Non dichiarare un indirizzo di residenza potrebbe rivelarsi un grande problema: si potrebbe essere privati di diritti molto importanti, come quello dell’assistenza sanitaria, l’iscrizione alle liste elettori, il rilascio o il rinnovo della carta d’identità, ma anche del diritto di aprire una partita IVA.

Attualmente, per ottenere la residenza in camper è opportuno rivolgersi al Comune di nascita (o a un altro Comune che si ritiene possa essere di importanza affettiva o di interesse personale). Quest’ultimo, se tutto va a buon fine, provvederà a porre la residenza dell’interessato in una via fittizia. Spesso sono vie inesistenti, appositamente inventate dal Comune stesso, come “Via della Casa Comunale” o “Via della Solidarietà”, e con numero progressivo sempre dispari. Nonostante ciò il loro valore giuridico è più che veritiero.

Purtroppo, molto spesso, i Comuni non sono sempre d’accordo con questo tipo di pratica (qualche volta addirittura non ne sono neanche a conoscenza!) perciò potrebbero sorgere alcune difficoltà. Spesso chiedono al camperista di trovare una soluzione alternativa, chiedendo di “appoggiarsi” a qualcuno appartenente alla propria famiglia, negando così il diritto di residenza.

A causa del tentativo di alcuni malintenzionati di far credere di non aver alcuna dimora abituale pur di sfuggire a problemi con creditori o simili, viene penalizzato anche chi vuole essere onesto e procedere in buona fede. Ricordate che la residenza è un diritto di tutti e nessuno potrebbe opporsi alle vostre dichiarazioni.

Quali documenti servono per cambiare residenza?

Come per qualunque cittadino, anche i fulltimers dovranno rivolgersi all’Ufficio Anagrafe del Comune in cui si decide di risiedere per dichiarare la propria residenza in camper. Ecco i documenti da presentare:

  • la carta d’identità (o un documento di riconoscimento) e una sua fotocopia
    fronte/retro;
  • il codice fiscale e una sua fotocopia fronte/retro;
  • la patente di guida e una sua fotocopia;
  • il libretto di ogni veicolo in possesso e corrispettive fotocopie.

La procedura di cambio residenza è gratuita.

La cosa più importante è presentarsi all’Ufficio Anagrafe adeguatamente preparati, con le domande giuste da porre, coscienti dei propri diritti e con le leggi alla mano. Inoltre, i moduli da compilare sono:

  • la dichiarazione di residenza per soggetti senza fissa dimora, nella quale dovrà essere inserito il nuovo indirizzo di residenza che l’Ufficio suggerisce;
  • la dichiarazione degli interessi che ci legano a quel Comune;
  • una descrizione dello stile di vita che si intende adottare.

Questi moduli possono variare in ogni comune d’Italia, ma spesso, e specialmente per le grandi città, sono disponibili su internet.

Entro 2 giorni l’anagrafe provvederà a registrare l’istanza del cittadino e ad attivare i controlli. Se entro 45 giorni dalla presentazione del modulo di dichiarazione di cambio residenza, non vi è stata alcuna contestazione (o conferma) da parte dell’amministrazione, il cambio di residenza si considera andato a buon fine.

Una volta riusciti in questa impresa, finalmente, otterrete un nuovo documento di identità sul quale sarà riportato l’indirizzo assegnato dal Comune. Ottenere la residenza in camper non è sempre semplice. Non vi preoccupate, una volta superata tutta questa burocrazia, la vita in camper vi ripagherà di tutte le fatiche affrontate.

Se invece hai ancora bisogno di chiarimenti e consigli vari leggi qui.

Jessica Mammozzetti

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