Camperizziamoci: i pannelli solari fotovoltaici.

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Camperizziamoci: i pannelli solari fotovoltaici.

10 Luglio 2019

Bentornati al nuovo appuntamento della rubrica “Camperizziamoci”.
Nel primo articolo abbiamo visto in generale quali sono le varie dotazioni per camper, dalle più essenziali ai gadget che migliorano la vita del camperista.
Nell’articolo di oggi andremo ad analizzare le differenze tra i vari tipi di pannelli fotovoltaici da poter installare sul nostro camper.
Prima di tutto vediamo insieme perché è importante esserne in possesso.

Fino a qualche decennio fa vi erano solamente due modi per caricare la batteria servizi del nostro camper: a veicolo in marcia o stando collegati alla 220V. Questo, a meno che non ci si portasse dietro un generatore a benzina, è sempre stato un limite per gli amanti della sosta libera.
Con l’arrivo sul mercato dei pannelli fotovoltaici, il mondo del plain air ha avuto una svolta straordinaria.
Il motivo è molto semplice: possiamo ricaricare la batteria a veicolo spento, ovunque ci troviamo, con un costo per la realizzazione dell’impianto abbastanza contenuto, a patto che ci sia sia abbastanza luce solare!
Vediamo ora di capirci qualcosa in più.

Innanzitutto occorre fare una distinzione tra due tipologie di pannello: monocristallino e policristallino:

– Il monocristallino risulta essere il pannello con miglior rendimento, ha bisogno quindi di una superficie minore rispetto al fratello per generare la stessa potenza, a patto che ci sia la giusta inclinazione rispetto ai raggi solari.
Lo distinguiamo per le celle di silicio smussate tendenti al colore nero, con i cristalli tutti orientati nella stessa direzione.
Se vogliamo sfruttare questo pannello al massimo delle sue potenzialità, sarebbe opportuno installarlo su una struttura mobile, in modo da poterlo mantenere sempre rivolto con la giusta inclinazione al sole, oppure lo si dovrebbe rendere smontabile rapidamente, per poterlo posizionare accanto al veicolo ed ottenere così il massimo della resa (possibile solo in campeggio o aree sosta).
L’ultima cosa da sottolineare a proposito di questa tipologia di pannelli è il costo. Questi risultano essere leggermente più cari a parità di potenza.

Di seguito alcuni link di esempio di pannelli monocristallini con i relativi prezzi:
Pannello monocristallino 100W 12V
Pannello monocristallino 170W 12V
Pannello monocristallino 200W 24V
Pannello monocristallino 300W 24V

– Il policristallino, invece, è meno efficiente con irradiazione perpendicolare, ma si comporta molto meglio nel caso in cui i raggi solari arrivino in direzione obliqua (es. Inverno), per un rendimento medio soddisfacente per quasi tutto l’arco della giornata.
Lo distinguiamo per celle tendenti al blu con i cristalli di silicio orientati casualmente, ed è questo il motivo della resa maggiore con raggi solari obliqui.
Come già detto, la fabbricazione di questi pannelli risulta essere meno costosa, e questo si riflette sul prezzo d’acquisto finale che risulta quindi più basso.
Unica “pecca”, se può essere definita così, è la superficie, leggermente maggiore rispetto al monocristallino a parità di potenza.

Di seguito alcuni link di esempio di pannelli policristallini con i relativi prezzi:
Pannello policristallino 100W 12V
Pannello policristallino 150W 12V
Pannello policristallino 200W 12V
Pannello policristallino 280W 24V

Personalmente la mia scelta è caduta sulla seconda opzione, ovvero pannello policristallino: è comunque un pensiero in meno il non dover gestire i pannelli solari ad ogni sosta ed avere un rendimento medio accettabile per tutto l’arco della giornata.

Scelta la tipologia di pannello, vediamo ora di decidere la struttura dello stesso.

Fino a qualche tempo fa, la nostra scelta non poteva che cadere sui classici pannelli con struttura rigida in alluminio. Oggi, grazie allo sviluppo della tecnologia, possiamo scegliere un pannello solare con struttura semirigida flessibile, molto sottile e di facile installazione.

Le principali differenze tra i due sono le seguenti:

– IL PESO: il pannello rigido pesa di più, a causa della struttura in alluminio e del vetro temperato che protegge le celle;

– LA RESISTENZA: grazie alla presenza del vetro temperato, il pannello rigido risulterà essere più sicuro contro eventuali danneggiamenti da parte di agenti esterni;

– IL CALORE : i pannelli fotovoltaici generano molto calore. Un pannello rigido può essere installato con staffe che lo mantengano sollevato dal tetto del camper, mentre il semirigido ne rimarrebbe a contatto, dissipando il calore che sprigiona all’interno della cellula;

– L’ESTETICA: sicuramente un pannello semirigido a contatto con il tetto del camper avrà un impatto estetico minore rispetto ad uno sollevato di 5cm con struttura in alluminio tutta intorno;

– LA MANEGGEVOLEZZA: il pannello flessibile si può maneggiare con più facilità del rigido, può essere fissato rapidamente con degli anelli alle tende ad esempio, ed essere riposto senza troppi sforzi al termine della giornata, oppure essere semplicemente incollato al tetto;

– IL PREZZO: il pannello rigido risulta essere il meno caro dei due, a parità di potenza;

Di seguito alcuni link di esempio di pannelli flessibili con i relativi prezzi:
Pannello flessibile monocristallino 100W 12V
Pannello flessibile monocristallino 150W 12V
Pannello flessibile monocristallino 250W 12V

Fatte le dovute considerazioni, la mia scelta è caduta sui pannelli rigidi.
Ci tengo a sottolineare, come ho già letto su diversi forum, che i pannelli solari con struttura rigida sono omologati per strutture fisse, come tetti di case o impianti di produzione a terra, e non per veicoli in movimento.

L’ultimo parametro da decidere è la potenza del pannello.

Questa dipenderà sostanzialmente da tre fattori: i consumi della nostra cellula, la capacità del parco batterie e lo spazio disponibile sul nostro tetto.
Per quanto riguarda lo spazio, l’installazione di un pannello da 120W non dovrebbe andare incontro a problematiche di ingombri. Potenze maggiori corrisponderanno a dimensioni maggiori. (da ricordare che il monocristallino è comunque più piccolo a parità di potenza).
Questo pannello può ricaricare una batteria servizi da 100Ah scarica in una giornata di sole (in condizioni di luce ottimali), a patto che non ci siano utenze che richiedano molta corrente nello stesso periodo.
Se per esempio utilizziamo un computer portatile, e lo stesso per ricaricarsi necessita di 120W di potenza per due ore continuative, il sistema in funzione si comporterà in questo modo: durante le due ore il pannello esposto al sole fornirà potenza al computer (ad esempio 80W di energia prodotta) mentre i rimanenti 40W saranno forniti dalla batteria servizi.
Finito il tempo di ricarica del computer, il pannello tornerà a fornire tutta la corrente prodotta alla batteria, riportandola così a pieno regime. Avremo così computer carico e batteria al 100% al termine delle ore di luce.
Per questo motivo si consiglia di accendere l’inverter sempre di giorno per piccole richieste di energia.
In conclusione, se non abbiamo grosse pretese, un pannello da 120W coprirà tutti gli assorbimenti della nostra cellula andando a ricaricare la batteria servizi contemporaneamente.

Per quanto riguarda l’installazione si trovano in commercio Kit con comode staffe, le quali possono essere avvitate o incollate, con apposita colla strutturale, al tetto del nostro camper.
Altrimenti ci si può affidare ad un profilo angolare in alluminio, installato nel medesimo modo delle staffe precedenti.

Bene, riassumendo ora il tutto, possiamo dire che le differenze sostanziali tra le varie tipologie di pannelli sono le seguenti:

MONOCRISTALLINO
PRO: ingombro minore a parità di potenza – più efficiente
CONTRO: prezzo maggiore – minor rendimento medio giornaliero

POLICRISTALLINO
PRO: prezzo minore – maggior rendimento medio giornaliero
CONTRO: ingombro maggiore a parità di potenza – meno efficiente

RIGIDO
PRO: resistenza – prezzo – possibilità di montarlo sollevato dal tetto
CONTRO: peso – maneggevolezza – estetica

SEMIRIGIDO:
PRO: peso – maneggevolezza – estetica
CONTRO: resistenza – prezzo – si deve montare a contatto con il tetto.

Grazie per l’attenzione, vi aspetto per il prossimo articolo, dove andremo a capire come funziona un regolatore di carica e quali sono le differenze tra i vari modelli in commercio.