Pizzo Calabro: guida pratica per un viaggio indimenticabile in camper

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Pizzo Calabro: guida pratica per un viaggio indimenticabile in camper

05 Gennaio 2024

Se sei un appassionato di viaggi in camper all’insegna di mare, cucina, storia e tradizione e desideri esplorare una destinazione unica nel suo genere, non cercare oltre: Pizzo Calabro è la tua meta perfetta.

Situata sulla costa tirrenica della Calabria, Pizzo Calabro è una pittoresca cittadina ricca di storia, tradizioni e bellezze naturali. Il centro storico è un labirinto di stradine lastricate, dove potrai deliziare il palato con specialità al tonno fresco e con il famosissimo, e unico, gelato “Tartufo”.

In questo articolo, esploreremo le bellezze di Pizzo Calabro e ti fornirò preziosi consigli per garantire che il tuo viaggio in camper in terra calabra sia indimenticabile.

Pizzo Calabro tra cultura e tradizioni 

Grazioso e pittoresco, posto sul pendio di un accentuato promontorio detto “u Pizzu”, da cui il nome del paese. Pizzo è uno dei centri più vivaci della costa tirrenica calabrese, con case e viuzze degradanti verso il mare e suggestive spiagge. Gode di una storia antichissima ed è ricca di tradizioni che conserva e tramanda gelosamente. Come ogni luogo della Calabria pretende di avere origini greche.

Storia e tradizioni

Secondo la tradizione, sorse sulle rovine dell’antica Napitia, fondata da Napeto, capo di una colonia di Focesi, scampati all’eccidio di Troia e qui stabiliti attratti da questi luoghi. Per questo motivo i suoi abitanti sono chiamati anche Napitini oltre che Pizzitani. 

La sua origine storica risale al 1380 con i primi insediamenti abitativi. Ai piedi della rupe, su cui sorge la città, e sul litorale si trova il quartiere “Marina”, frequentata località balneare, orlata da stupende scogliere. A rendere caratteristica Pizzo sono anche le case dai tetti rossi, i vicoli intricati, i palazzi dal sapore medievale, le numerose chiese e la piazza. Situato in una posizione incantevole, al centro del golfo di Sant’Eufemia, dalle sue vie si scorgono panorami suggestivi e un mare azzurro che lascia spaziare lo sguardo fino al vulcano Stromboli. 

Nel centro storico, in fondo a Piazza della Repubblica sorge il Castello Murat.

Castello aragonese detto “MURAT”

Eretto nella seconda metà del XV secolo (dal 1486 al 1492) da Ferdinando I D’Aragona a difesa del Regno, il Castello di Pizzo, il Castello è costituito da un massiccio corpo quadrangolare con due torri cilindriche angolari. La più grande, detta torre “Mastra”, è di origine angioina (1380 circa).  

Nelle sue sale si svolse l’avvenimento che, come scrisse Alessandro Dumas, fece divenire Pizzo “Una delle stazioni omeriche dell’lliade napoleonica”. Giacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone, in un estremo tentativo di riconquistare il suo regno, sbarcò alla Marina di Pizzo l’8 ottobre del 1815.

Nel tentativo di far sollevare la popolazione nei confronti di Ferdinando IV di Borbone, Gioacchino e il suo piccolo drappello furono sopraffatti e rinchiusi nel castello dove, cinque giorni dopo e a seguito di un processo sommario, l’ex re di Napoli fu condannato a morte dal governo borbonico.

L’eredità del Re

Rimane di quegli ultimi istanti, la nobilissima lettera che scrisse alla moglie e il ricordo della fierezza con cui volle comandare egli stesso il plotone d’esecuzione, invitando i soldati a mirare al cuore per salvare il viso. II suo corpo, trasportato nella Chiesa Madre di San Giorgio Martire, fu sepolto in una fossa comune al centro della Chiesa dove una lapide ricorda il nome e la memoria di un Re, il quale: «Seppe vincere, seppe regnare, seppe morire”.

Gli ultimi momenti della vita di Murat sono stati ricostruiti, all’interno del Castello, attraverso una rappresentazione scenografica: manichini in costume e a grandezza naturale riproducono la scena più significativa della prigionia al processo, dalla confessione alla fucilazione.

Dal 3 giugno 1892 il Castello è Museo Provinciale Murattiano con annessa biblioteca tematica Tapoleonico – Murattiana.

Chiesa di Piedigrotta

A circa 2 km dal centro storico della città di Pizzo, in località Prangi, sorge la suggestiva chiesetta di Piedigrotta (detta anche “Madonneja”) che è meta di turisti provenienti da ogni luogo ed è meritoriamente catalogata come espressione originale d’arte popolare.

Questo sito, che è stato interamente scavato nel tufo della parete che degrada verso il mare, è unico nel suo genere ed è tra i monumenti più visitati della Calabria.

Pizzo Calabro: guida pratica per un viaggio indimenticabile in camper

La leggenda narra che, nel 1670, un veliero navigava nel Golfo di Pizzo quando improvvisamente una tempesta la face naufragare. I marinai napoletani che vi erano imbarcati fecero voto, davanti ad un quadro della Madonna di Piedigrotta, di erigere in caso di salvezza, una chiesa nel punto in cui avrebbero toccato la costa.
I marinai scampati al naufragio, mantennero la loro promessa costruendo la chiesa e deponendone, sull’altare maggiore, il miracoloso quadro che avevano a bordo della nave e che dopo la perdita della stessa, avevano visto adagiarsi dolcemente sul bagnasciuga del lido.

Verso la fine del XIX secolo gli artisti locali Angelo Barone e il figlio Alfonso ampliarono gradualmente la grotta a colpi di piccone, martello e scalpello, ricavandone tre navate e, usando la roccia tufacea, crearono decine di statue e gruppi scultorei riproducenti scene delle sacre scritture. L’interno della chiesetta, a pianta rettangolare, mostra numerose sculture in tufo distribuite in piccole grotte molto suggestive.

La gastronomia di Pizzo

Economicamente la città vive di mare, di turismo e di arte culinaria. Ricca di piatti semplici e genuini apprezzati dagli ospiti. La cucina “pizzitana” rappresenta un’esplosione di sapori, colori e tradizioni che si fondono in piatti tipici che da anni si tramandano con grande cura. Caratterizzata da una grandissima inventiva, retaggio delle molte dominazionı che si sono succedute nel corso dei secoli: Greci, Normanni, Arabi, Angioini, Spagnoli e Francesi. Ognuna di queste culture ha lasciato una traccia indelebile nella tradizione alimentare locale. 

Le varie spezie e gli aromi come la cannella, i chiodi di garofano, la noce moscata e il peperoncino conferiscono a dolci e a pietanze a base di pesce un sapore unico. E’ innumerevole la lista di tutte le specialità, ma non possiamo non menzionare alcunı prodotti che rendono la gastronomia di Pizzo unica ed irripetibile.

Tonno e Zibibbo

Fra questi, oltre al pesce fresco, quello che primeggia per il sapore e tradizione è il tonno all’olio. La sua lavorazione, una tecnica arcaica, ripete ogni anno nelle fabbriche esperienze secolari che rendono unico ed originale il prodotto. Su tutto il pescato locale, il tonno primeggia anche in cucina. Preparato con arte e in mille modi, il gustoso pesce é presente nel periodo primaverile su tutte le tavole. 

Come non ricordare il locale, ed a volte introvabile, vino “zibibbo”: nettare bianco ricavato dall’omonima e dolcissima uva locale che qui trova una perfetta maturazione sulle colline.

Il Tartufo di Pizzo Calabro

Altro omaggio va fatto al “Tartufo di Pizzo”: tipica specialità artigianale che dal 1940 richiama e soddisfa i palati di tutti i visitatori ed al quale Pizzo deve parte della sua fama. I maestri gelatai di Pizzo, con i loro segreti nel dosare gli ingredienti, preparano tartufi, cassate, torte gelato e tante altre specialità dal gusto squisito e impareggiabile.

Più volte si sono meritati la citazione su riviste specializzate e gli apprezzamenti dei clienti più golosi, esigenti e raffinati. 

Pizzo Calabro: guida pratica per un viaggio indimenticabile in camper

Con ben 13 gelaterie, Pizzo Calabro merita a ragione di essere riconosciuta anche come la “Citta del Gelato”.

Tra le recenti iniziative realizzate dall’amministrazione Comunale e dai Maestri Gelatai per promuovere il gelato di Pizzo, da segnalare il “Gelato Biologico” prodotto per la prima volta in occasione della Biodomenica (2002). Famoso è anche il” Gelato Rosa”, creato per salutare il passaggio in città dell’ 86° Giro d’Italia (Giugno 2003).

E se stai pensando di trasportare in camper dei tartufi di Pizzo Calabro, per amici e parenti, mi dispiace deluderti, ma sappi che non sarà mai buono come mangiarlo sul posto.

Pizzo Calabro in camper

Niente può essere paragonato alla libertà di viaggiare in Calabria in camper e Pizzo Calabro è la destinazione che assolutamente non devi perdere per un’avventura su quattro ruote.

Se stai programmando un viaggio in camper in Calabria, la mia terra d’origine, all’insegna di spiagge incontaminate, Parchi Nazionali, cultura, tradizioni ed enogastronomia, valuta di preparare insieme a me un itinerario personalizzato sulla base delle tue personali esigenze.

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