Vivere in camper con bambini? La storia di Corrado, Helga e Caterina.

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Vivere in camper con bambini? La storia di Corrado, Helga e Caterina.

07 Ottobre 2019

Ho conosciuto questa splendida famiglia, composta da papà, mamma e la loro bambina di 10 anni, alla fiera del camper a Parma: loro sono Corrado e Helga, toscani, che hanno lasciato ogni cosa per realizzare un sogno, quello di andare a vivere in camper, con la loro bambina Caterina e girare l’Europa per un anno.
Hanno pensato a tutto, incluso l’istruzione della figlia.
La loro storia vuole essere l’ennesima testimonianza di “volere è potere” ed è per questo che oggi voglio raccontarvela: loro sono “Strada Facendo”.
E’ dunque possibile vivere e viaggiare in camper con bambini?

Chi sono “Strada facendo”?

Siamo una famiglia che ha deciso di fare un’esperienza meravigliosa: vivere e viaggiare in camper, con la nostra bambina, per un anno. C’è chi ci definisce coraggiosi, chi folli. Preferiremmo solo essere di ispirazione per chi ha tanta voglia di farlo ma non ha ancora trovato il coraggio o il modo.

Com’è nata la vostra scelta di mollare tutto per un anno per vivere e viaggiare in camper con la bambina?

La scelta di partire per un lungo viaggio e di vivere da fulltimers è maturata lentamente. Nostra figlia cresceva e a volte ci pareva di non conoscerla nemmeno: stava diventando grande e non avevamo nemmeno il tempo di ascoltarla. Sentivamo di essere insoddisfatti, i giorni passavano uno dietro l’altro senza controllo, gli impegni non finivano mai, i momenti per stare insieme erano sempre meno. Non sapevamo nemmeno più se il lavoro che facevamo fosse un’abitudine o una scelta. Rimandare la felicità ad un futuro indefinito non bastava più a placare l’ansia.

Abbiamo deciso quindi di prenderci una pausa. Non una vacanza, ma un periodo bello lungo che fosse in grado di segnare le nostre vite, di fare tabula rasa nei pensieri per permettere al nostro vero io di venir fuori.
Non sapevamo esattamente cosa volevamo ma sapevamo quello che non volevamo più. Non volevamo che fossero gli altri a dirci come vivere, che le nostre scelte fossero obbligate. 

Cosa consigliate a chi vorrebbe fare un’esperienza come la vostra?

Cambiare vita sembra impossibile ma è più facile di quel che si pensi. E’ più difficile stare lì a veder scorrere via la vita facendo cose che per te non hanno più un senso aspettando che avvenga qualcosa dall’esterno.
Mi era capitato di leggere un articolo, anni addietro, che parlava di una famiglia che viveva viaggiando, lavorando da remoto. Certo, i bambini erano piccoli ma forse noi eravamo ancora in tempo e così ci siamo organizzati.


Quando abbiamo iniziato a lavorare sul progetto di questo viaggio non sapevamo niente di camper, sapevamo solo che ci affascinava questo modo di viaggiare lentamente portandosi la casa dietro. Prima di acquistare il nostro Hymer s670 del 1991, avevamo fatto una sola esperienza con un mansardato a noleggio, per un weekend. Tra l’altro piovve tantissimo, il camper ci dette diversi problemi ma non ci lasciammo spaventare e continuammo a cercare. Ci siamo innamorati del nostro immediatamente, da una foto. 

Rispetto alle aspettative che avevate, come potete dire che sia andata, tutto sommato?

Anche se abbiamo viaggiato per 12 mesi non siamo riusciti a vedere tutti i paesi che avevamo pianificato. Ad esempio avremmo voluto vedere molto di più della Gran Bretagna ma siamo riusciti a fare solo l’Inghilterra.
Questo viaggio è nato come un progetto a termine. Ci definivamo fulltimers a tempo determinato. E adesso che siamo rientrati saremo fulltimers part time. Ma comunque sempre fulltimers perché ormai non riusciamo a non considerare “Ciaone” come la nostra vera casa. 

Per quanto riguarda la scuola della bambina come vi siete organizzati?

Per quanto riguarda la scuola, le insegnanti e la preside sono stati molto comprensivi e hanno collaborato al progetto. Nostra figlia ha frequentato la quarta elementare con noi, rientrando due volte per interrogazioni e verifiche. Fortunatamente ci hanno ritenuti idonei per provvedere direttamente alla sua istruzione. Non è sempre facile fare l’insegnante della propria figlia perché il rapporto è diverso, ma devo dire che questa sfida, seppur dura, è stata molto stimolante anche per noi.


E poi viaggiando abbiamo avuto spesso l’occasione di osservare direttamente quello che abbiamo letto insieme sui libri. 
Abbiamo avuto modo di osservare da vicino le differenze e le similitudini dei vari paesi europei, da un punto di vista geografico, storico, antropico, tecnologico. Abitazioni diversissime a seconda del clima e latitudine ma anche della cultura. Abbiamo parlato della storia di ognuna delle zone che abbiamo attraversato. Ed abbiamo imparato anche qualcosa delle lingue e delle espressioni artistiche di ogni paese che abbiamo vissuto. Spero che a mia figlia rimanga almeno un po’ di tutto questo.

La bambina come ha vissuto, secondo voi, questa esperienza? E soprattutto il rientro alla “normalità”?

La bambina ha vissuto questa esperienza molto bene. Passare tutta la giornata con noi, giorno dopo giorno, mese dopo mese, ci ha uniti, resi complici. Abbiamo potuto darle un’educazione più completa, senza tralasciare nessun dettaglio. Abbiamo potuto giocare insieme, cosa che prima non facevamo e che a lei mancava. Inizialmente aveva un po’ di timore di rientrare all’interno del gruppo scolastico perché temeva che le dinamiche fossero cambiate ma dopo qualche giorno è tornato tutto come prima.
Sarebbe però pronta a partire di nuovo!
Non siamo più le stesse persone, nessuno dei tre; non sappiamo ancora cosa ci riserva il futuro ma infondo chi è che lo sa?

Sulla base delle conclusioni di tutti e 3, è fattibile vivere in camper a tempo indeterminato, con bambini?

Vivere in camper con bambini, a tempo indeterminato, può sicuramente essere possibile. Secondo la nostra esperienza, però, non lo faremo. Perché i bambini, secondo noi, hanno bisogno anche della socializzazione, di imparare a stare all’interno di un gruppo, hanno bisogno anche di altre relazioni oltre a quelle con i genitori. Specialmente quando sono un po’ più grandi, quando si avviano verso l’adolescenza.
Inoltre, per quanto possiamo essere preparati, noi non ci sentiamo all’altezza di impartire l’istruzione a nostra figlia oltre la scuola elementare.

Alcuni ritengono l’homeschooling o l’unschooling le forme migliori di apprendimento. Noi preferiamo che nostra figlia prosegua l’istruzione nella scuola pubblica, cercando di affiancare ad essa una buona dose di viaggi ed esperienze sul campo, in giro per il mondo.

Avete tenuto un diario di viaggio?

Stiamo documentando questa esperienza attraverso il nostro blog e i nostri canali social con foto, video e articoli. 
Non abbiamo ancora avuto il tempo di pubblicare tutto, abbiamo ancora molto materiale da condividere. 
Non vuole essere un sito di viaggi, di quelli ce ne sono fin troppi. 
Nasce per essere il diario di viaggio di una famiglia che ha fatto una scelta poco comune ma non impossibile.
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Progetti futuri?


Certamente! Essere felici!

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