Vivere in camper con bambini: l’ homeschooling.

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Vivere in camper con bambini: l’ homeschooling.

16 Febbraio 2021

Vivere in camper con bambini è possibile?
La maggior parte dei fulltimer parte in coppia o da solo ma quando si tratta di intraprendere questa strada con dei bambini le cose sono diverse; tutto si complica un po’ di più facendo nascere dei dubbi e delle perplessità.
Sono molte le famiglie che avvicinandosi a questo mondo si fanno questa domanda. Una delle preoccupazioni principali dei genitori, fra le altre, è quella dell’istruzione. Come è possibile conciliare allo stesso tempo il viaggio e la vita in camper con bambini, con la scuola e l’educazione? 
In questo articolo vedremo come si può fare tutto ciò attraverso forme di scolarizzazione alternative come l’ homeschooling. 

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In cosa consiste l’homeschooling? 

L’homeschooling,o educazione parentale, è un tipo di istruzione impartita generalmente dai genitori ai propri figli senza la necessità che questi ultimi si rechino in un istituto scolastico. Questa può coprire tutto il percorso di studi di un ragazzo, dalla scuola primaria fino all’università, che sosterrà degli esami annuali e intermedi da privatista. 

Come sostiene Erika Di Martino, pioniera italiana dell’istruzione parentale e fondatrice del Network Nazionale www.edupar.org, “quando si fa homeschooling ci si prende la responsabilità di educare i propri figli”.

I bambini non sono iscritti a scuola e non hanno degli orari fissi nei quali devono apprendere certe materie. L’idea di fondo di questo tipo di istruzione è quella di costruire un percorso personalizzato, mettendo al centro di tutto le esigenze del bambino.

Un approccio più estremo rispetto all’homeschooling è quello dell’unschooling o apprendimento naturale dove la convinzione principale è quella che non ci dovrebbero essere tempi e spazi per imparare qualcosa ma che l’apprendimento avviene in ogni momento della nostra vita; da qualsiasi situazione ed esperienza che facciamo.

E’ legale fare homeschooling in Italia?

Negli Stati Uniti, ad esempio, i ragazzi che ricevono un’educazione da casa sono oltre 2 milioni; in Inghilterra il numero si aggira tra i 20 mila e 100 mila, in Canada sono più di 60 mila. In Italia non si hanno statistiche esatte, ma sono sempre di più le famiglie che decidono di fare questo tipo di scelta.

E’ bene specificare che in Italia l’homeschooling è legale ma che non in tutti i paesi è una forma di istruzione ammessa. Citando l’articolo 30 della Costituzione italiana, “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire, educare i figli. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti “.

In Italia, infatti, non c’è l’obbligo di scolarizzazione ma di istruzione e questa può essere assolta: 

– nelle scuole statali e paritarie;

– nelle strutture accreditate dalle regioni per la formazione professionale;

– attraverso l’istruzione parentale. 

In base alle proprie esigenze, dunque, la famiglia può scegliere il percorso più adatto per l’educazione dei bambini. 

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Cosa bisogna fare per iniziare?

Per cominciare il proprio percorso nel mondo dell’istruzione parentale bisogna come prima cosa individuare un istituto scolastico al quale inviare una dichiarazione annuale (che deve essere rinnovata ogni anno), dove ci si prende la responsabilità dell’educazione dei propri figli.

Se, invece, i bambini hanno già iniziato un percorso tradizionale si deve allegare anche la richiesta di ritiro dalla classe e dalla scuola. Si può infatti iniziare a fare homeschooling a metà anno scolastico.

Come avviene la formazione?Quanto costa?

Per la  formazione ci si può affidare al web, si possono utilizzare dei corsi online, oppure qualunque tipo di materiale si ritenga più utile ai fini dell’apprendimento.

Attraverso l’osservazione diretta, e senza l’utilizzo di test o interrogazioni, è possibile capire se il bambino sta imparando e comprendendo la realtà che lo circonda.

Il costo varia molto e, volendo, si potrebbe fare homeschooling a costo zero utilizzando il materiale gratuito disponibile online. Si può inoltre affidarsi alle biblioteche, accordarsi tra amici, parenti o gruppi di homeschoolers per condividere le proprie abilità come genitori. La cifra può salire se si vuole avvalersi dell’ausilio di tutor o di corsi online. All’incirca il costo potrebbe aggirarsi intorno ai 100/150 euro al mese. 

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Gli esami come funzionano?

Per quanto riguarda gli esami per i privatisti, in Italia si dividono in :

  • Esami di idoneità per il passaggio da una classe all’altra (ogni anno) 
  • Esami di licenza/ chiusura ciclo (equivalenti agli esami di terza media e di maturità)

I primi si richiedono entro il 30 Aprile di ogni anno mentre i secondi entro il 20 Marzo.

Si può scegliere di fare l’esame dove più si preferisce, affidandosi ad una scuola privata o statale nella propria zona o in altra regione. Le scuole statali di solito non chiedono contributi per la creazione di una commissione e la preparazione dell’esame mentre le scuole paritarie sì (il contributo dipende dalla scuola, di solito attorno ai 100/200 euro). 

Per le scuole primarie e secondarie di primo grado gli esami vengono fatti sulla base del percorso personalizzato dello studente, in linea con le direzioni nazionali del MIUR che non delinea un programma di studio ma una serie di competenze da apprendere.

Proprio per questo motivo è possibile organizzare il materiale e le modalità di apprendimento in base alle proprie preferenze.

Se non si passa un esame non si riceve l’idoneità all’anno successivo ma si può comunque recuperare l’anno più avanti. 

Fare homeschooling in camper è positivo per un bambino? 

L’idea classica di scuola parentale è solitamente legata ad un luogo fisso, ciò non toglie però  che sia possibile educare i propri figli anche in viaggio a bordo di un camper; non avendo il vincolo di recarsi in una scuola per seguire le lezioni.

Non è mai facile per un genitore sapere se questo tipo di scelta sarà la migliore per il proprio figlio. Può venire spontaneo domandarsi: un giorno mi ringrazierà per aver avuto la possibilità di viaggiare, di entrare in contatto con diverse lingue e culture, per aver fatto certe esperienze oppure soffrirà per non aver avuto un’infanzia tradizionale? 

Una cosa è certa, la sua autostima e il senso di sé si rafforzeranno molto. E’ risaputo, infatti, che i bambini che viaggiano fin da piccoli diventano adulti migliori in futuro. Saranno più preparati ad affrontare le sfide quotidiane e più aperti alle diversità, oltre ad avere una conoscenza migliore delle lingue.

Quali sono i benefici dell’educazione parentale?

Scegliere l’homeschooling rispetto ad una scuola tradizionale può avere diversi benefici quali ad esempio: maggiore senso di libertà e gestione del proprio tempo e possibilità di organizzare l’apprendimento in modo personalizzato (Come, Dove, Quando si vuole), scegliendo i materiali. 

Un apprendimento personalizzato ed individuale inoltre è molto diverso da uno standardizzato di gruppo; si riesce a fare un lavoro mirato e specifico basato sulle esigenze personali di un bambino. E’ importante infatti dare ad ognuno la libertà di esprimersi.

Grazie all’homeschooling si riesce anche a mantenere il gruppo familiare molto unito. Ci si abitua e organizza a vivere insieme, si imparano quelle soft skills quali il lavorare in gruppo, l’organizzarsi, l’empatia, il problem solving o il pensiero creativo che spesso a scuola non vengono allenate sufficientemente. 

“Come fanno a socializzare i bambini in homeschooling?

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Non c’è il rischio dell’auto isolamento e del tenerli rinchiusi in una gabbia dorata? In generale gli homeschoolers si ritrovano in un contesto generale di società, non sono sotto una campana di vetro ma entrano direttamente a contatto con essa. Di solito fanno parte di una rete; di un network di famiglie che praticano l’homeschooling in italia e all’estero, all’interno del quale vengono organizzati tanti progetti e attività.

Ogni città può creare il proprio gruppo di homeschoolers se non è già presente e proporre gite ludiche e didattiche. All’interno di questi gruppi ci sono bambini di età diverse che si rivela sempre un mix vincente per l’apprendimento di tutti. E’ risaputo infatti che i bambini si aggregano più per interessi e passioni piuttosto che per età o “per forza” come succede spesso nelle classi scolastiche. 

In conclusione si potrebbe dire che l’istruzione parentale richiede una buona dose di organizzazione per gestire al meglio il tutto, molta dedizione, amore e pazienza e soprattutto la voglia di mettersi in gioco ogni giorno come genitore.

Se deciderai di intraprendere questo tipo di scelta ricordati che educare un figlio non sarà sempre semplice, ma vederlo diventare un adulto e aiutarlo nel suo percorso di crescita giorno dopo giorno ti regalerà sicuramente emozioni indescrivibili! 

Se vuoi approfondire l’argomento qui trovi la storia di Corrado, Helga e Caterina e la loro esperienza di vivere in camper con bambini.

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