Strategie per superare l’ansia da “viaggio da sola!”

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Strategie per superare l’ansia da “viaggio da sola!”

01 Maggio 2021

Quali sono i pensieri che vi mettono in ansia, che vi spaventano di più quando pensate ad un viaggio da sola? Anche per  una cosina semplice, tipo un week end. O ancora meno, un’uscita da sole in città.

A seconda del nostro carattere, potremmo essere intimorite da questa o quella situazione. Magari ci immaginiamo in imbarazzo, pensiamo che non sapremo come comportarci, che sbaglieremo. E non ci sarà nessuno ad aiutarci! Verremo additate da tutti come strane, incapaci, aliene.. brutte e cattive!!

Sì, questo è un simil attacco d’ansia e io ho una bella notizia: spesso tutti questi pensieri  vorticosi stanno solo nella vostra testa! 

Invece, avete mai pensato che le cose potrebbero anche andare diversamente? Forse le situazioni di cui avete paura potrebbero anche non presentarsi, ne potrebbero succedere altre e soprattutto potreste scoprire in quel momento di avere, dentro di voi e nell’ambiente che vi circonda, delle risorse nuove.

Quindi prima di fasciarsi la testa guardiamo insieme quegli aspetti che, in viaggio da sola, potrebbero dare qualche preoccupazione o mandare in ansia.

Dormire da sole

Daniela, la  nostra camperista super, che ha mollato tutto per girare in camper, ha risolto il problema alla base. Lei si porta dietro la sua casetta, non deve cercare da dormire e per di più ha il suo fidatissimo compagno di viaggio Spritz che le tiene compagnia! Se sei una camperista anche tu, segui i suoi preziosi consigli sulla sicurezza in camper. Per il resto invece bisogna vedere a cosa si dà priorità. E’ bene partire da una buona conoscenza di se stesse e di cosa sia importante per il nostro benessere. Ad esempio per me dormire da sola non è un problema ma una benedizione! Ho il sonno super leggero e sono sempre alla ricerca di angoli quieti. Preferisco spendere qualcosa in più ma riuscire a riposare.

La camerata d’ostello, sicuramente la soluzione più economica, mi sembra un po’ come un girone dantesco. Però alla fine non è sempre vero, perché mi è capitato di dormirci ed è andata meglio del previsto. Quindi, mai essere troppo prevenute. Un buon compromesso in ostello può essere condividere stanze più piccole, tipo quadruple o doppie. E’ la soluzione ottimale nel caso vogliate avere una stanza un pochino più tranquilla ma al contempo dividere le spese e socializzare con qualcun altro.

Oppure in una doppia potete acquistare entrambi i posti letto, se volete stare da sole. In questo caso però la cifra si avvicinerà molto al costo di una singola in un albergo della stessa categoria, quindi più che altro è una questione di preferenza per il tipo di atmosfera. Tuttavia anche in un hotel se prendete una doppia da sole, fatelo presente, potrebbero applicare degli sconti, soprattutto se vi fermate per più notti.

Sentirsi male

Probabilmente l’ansia più grande dell’essere in viaggio sola. ‘E se mi prendesse un colpo. Un’amnesia totale, uno scagotto fulminante’.(Si.. quest’ultima in effetti è la più probabile). Come farò???? 

Telefonare a vari parenti  non è proprio l’ideale, vi sanno in viaggio, da sola e saranno colti dall’ansia se non dal panico, soprattutto se stanno in un altro fuso orario e non hanno un’idea realistica del contesto o della cultura in cui siete.

Invece, sempre a seconda del fuso e se siete in buoni rapporti col vostro medico, potreste mandare un WhatsApp, spiegando la situazione per ricevere un consiglio. Certo tutto in relazione a cosa vi è successo: se vi ha punto una vedova nera, io chiamerei la reception o direttamente il pronto soccorso, ad esempio.

Soprattutto se viaggiate all’estero, è essenziale avere una buona assicurazione sanitaria in viaggio anche per avere una risorsa sicura da chiamare, che vi possa dire quali sono le cure /ospedali convenzionati e dove andare. Magari memorizzatevi il numero subito sul cellulare, insieme a quello dell’ambasciata, che non si sa mai: nel momento del bisogno così non li dovete cercare.

In ogni caso, è importante non andare in panico. Anche se le cose funzionano diversamente da come siete abituate, la reception di Ovunquevoisiate o il tassista, la guida, lo staff del campeggio, gli altri viaggiatori ecc., vi aiuteranno sempre! Sono persone, non mostri o rettiliani. E tendenzialmente non avranno piacere a vedere altre persone stare male. Tutto il mondo è paese ed è proprio così, più di quanto si pensi. Siamo esseri umani e abbiamo delle necessità e delle paure che si assomigliano molto. Cambia solo il modo di esprimerle o viverle, che ci deriva spesso dal contesto culturale. Ma per il resto tutti sappiamo come si sta a stare male o ad essere in difficoltà. Quindi la gente, in generale, semplicemente vi aiuterà.

Mangiare o andare in un locale da sole: H E L P !

Devo ammettere che inizialmente forse è stato lo scalino più grande anche per me.  Parlo soprattutto di molti anni fa quando era ancora più raro vedere una donna entrare in un locale o in un ristorante da sola, soprattutto la sera. Oggi in realtà tutto è più light, perché ci sono tante ragazze e donne che viaggiano da sole e non è così raro trovarle sedute mentre si godono una bella cena in un ristorantino in riva al mare, in una città cosmopolita, ovunque. Ma se proprio la cosa ancora vi manda un po’ in ansia, ecco qualche stratagemma da poter usare.

  • Se vi mette proprio a disagio lo sguardo degli altri, laddove possibile, trovate un tavolo o un posto che non sia rivolto verso la sala, l’ideale sarebbe verso una finestra da cui potete guardare il panorama.
  • Evitare locali che hanno molta ressa. Essendo sola e occupando un tavolo per due, può darsi che mettano più fretta del dovuto.
  • Portatevi a cena il vostro caro libro. Perché c’è sempre un libro come compagno di viaggio, vero? Potrebbe essere anche la guida, ma il libro dà quell’alone di mistero e di intellettuale in più. Così invece di aggrapparvi al menù e leggerlo 200 volte, potrete tranquillamente immergervi nella vostra storia preferita mentre aspettate, tra una portata e l’altra. Inoltre offre anche qualche spunto in più per chi volesse fare la vostra conoscenza e approcciarvi con un  “Cosa stai leggendo di bello?”
  • Portatevi la macchina fotografica che vi può servire per scattare qualche foto e al contempo, mentre temporeggiate tra un piatto e l’altro, potrete rivedere gli scatti della giornata. Oppure approfittate per scrivere il vostro diario di viaggio.
  • Il telefono, lo so, lo menziono per ultimo. Nonostante sia probabilmente il primo oggetto da cui non vi separate mai e sia senza dubbio l’alternativa preferita da tutti. Ma è così abusato e onnipresente che in vacanza sarebbe bello rompere gli schemi, anche in questo. Il cellulare potete tenerlo in tasca e intrattenervi con qualcos’altro…o con qualcun altro. Se lasciate vagare gli occhi un po’ in giro invece di tenerli fissi sullo schermo, magari riuscirete a notare quel tipo laggiù nell’angolo che ogni tanto vi sbircia. Oppure quella ragazza vicino alla porta, da sola anche lei, che vi sorride.
  • People watching: il mio sport preferito! Sempre fonte di grandi soddisfazioni e rivelazioni. Si capiscono molte cose dell’ambiente che ci circonda e delle persone, semplicemente stando ferme in un punto e osservando. Vi potete fare il vostro ‘personal movie’ della serata. E vi potete accorgere che alcune persone, in coppia o in gruppo, in realtà sono sole, forse ben più di voi…
  • Se invece si tratta di un locale dove prevalentemente si beve e si va dopo cena, magari con della musica… ecco che non c’è neppure l’incombenza di scegliere il cibo e l’armeggiare con piatti e forchette a tenervi occupate. Tutt’al più ci sarà un solo bicchiere o una bottiglia di birra davanti a voi. Ottimo ragazze: ri-la-sssssa-te-vi. Ok, inizialmente può essere intimidatorio ma questo tempo spesso si rivela un regalo: può insegnarvi non solo a stare bene da sole, ma anche a riuscire ad apprezzare il momento. Siete lì a godervi un po’ di relax dopo una giornata, probabilmente intensa e piena di cose nuove. Siete lì per vedere cosa fa la gente del posto. Se c’è possibilità, una buona scelta può essere quella di sedervi al bancone. Di solito i barman sono carini e potrete scambiare qualche parola con facilità. Altrimenti sceglietevi il posto che preferite e godetevi la vostra bevuta. No, ubriacarsi per allentare la tensione non è mai la scelta giusta in viaggio da sola, non c’è ansia che tenga. Voi siete la vostra unica risorsa e dovete sempre autotutelarvi. Se vi offrono dei drink, accettate quello che sapete di poter bere, ma senza nemmeno arrivare al ‘mi gira un po’ la testa’. Potete rifiutare rimanendo gentili ma ferme, adducendo qualsiasi scusa vogliate, anche se vi venisse offerto dai ragazzi più carini e garbati sulla terra (ma che avete appena incontrato) o dal fratello gemello di Brad Pitt. A volte la situazione può diventare anche spiacevole, in posti troppo affollati o con persone sgradevoli, che purtroppo sono un po’ ovunque. In quel caso se le presenze sono moleste e non smettono di infastidire, potete tranquillamente alzare i tacchi e andarvene. Se è il caso di chiamare un taxi per rientrare in sicurezza, il barman o i camerieri di sicuro vi possono aiutare.

Cinema /teatro/attività culturali

Ogni tanto colleziono ancora qualche occhiata di traverso, che percepisco più che altro essere di curiosità. E devo dire che la percepisco più qui in Italia che all’estero. Forse al cinema può risultare più facile, per il fatto che è un po’ più easy-going. Comunque, di solito non succede proprio nulla di spiacevole. Piuttosto, potete persino avanzare qualche pretesa sul posto, se è assegnato, perché un singolo è più facile da accomodare rispetto a due/tre/quattro persone.

Ecco, avete il vostro posto. Vi ci potete mettere pure a testa in giù (in questo caso un pochino vi guarderanno.. ma sarà sicuramente divertente!). Non dovrete dividere i pop corn con nessuno, ma se lì vicino c’è  qualcuno che vi ispira, magari solo/a, potete sempre fare finta che vi sia andato di traverso qualcosa e di avere bisogno proprio del suo aiuto… E poi insomma le luci si spengono e chi s’è visto s’è visto. A nessuno interesserà se siete sole o se avete dietro una tribù. Inizia il film o lo spettacolo ed è questo quello che conta.

Invece per quanto riguarda attività culturali come visite ai musei o city tour, ci sono dei gruppi organizzati spesso per riunire persone che non si conoscono (come i tanti free city tour) e sono ottime occasioni per vedere le cose in compagnia e avere a portata di mano qualcuno che finalmente vi fa una foto! Certo, il più delle volte capita che il /la prescelto/a abbia il savoir-faire fotografico di mio nonno…ma magari altre è un videomaker professionista (la vita è una ruota).

Alla fine, c’è veramente solo una cosa che non si può lasciare a casa, soprattutto in un viaggio da sola e no, non è l’ansia. Se non ce l’avete la dovrete trovare, in qualche modo. Perché vi servirà. Davvero. E più che proverete ad usarla e più che concorderete con me.

Anche nelle giornate più buie. Anche quando tutto va storto, il bus buca la ruota, sbaglia strada per fare delle consegne extra (come è successo a me in India). Pure se avete perso il portafoglio, se vi hanno urlato qualcosa che non avete capito. Se il cameriere ha capito male l’ordinazione e non ve la vuol cambiare, perché dovete mangiare velocemente, che poi ha giusto una coppia da far sedere. Se inciampa e vi rovescia addosso le posate (questo pure l’ho vissuto, ma in veste di cameriera, in un ristorante a quattro stelle…abbiate pazienza, nemmeno essere dall’altra parte è semplice, talvolta!). Quando tutti intorno a voi sono ciarlieri con i loro amici e a voi ‘nun ve se fila manco una mosca’…. Benissimo. Esistono tante giornate o situazioni no. Ma voi, se avete lei, sarete sempre salve.

Cosa?

L’ironia!! 😉

Autore articolo: Valentina Lazzerini di Vadoafareungiro.it, blog dedicato alle viaggiatrici in solitaria.
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