Come viaggiare low cost con la Sharing Economy

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Come viaggiare low cost con la Sharing Economy

23 Maggio 2021

Spesso c’è l’idea che per viaggiare ci sia bisogno di un sacco di soldi. Questo è vero se intendiamo il viaggio da un punto di vista prettamente turistico, ma oggi vi parleremo di come è possibile viaggiare low cost anche per lunghi periodi con la Sharing Economy, anche con il nostro camper.


Se vogliamo una vacanza di relax, servizi, coccole e stravizi vari che magari non ci concediamo durante l’anno, inevitabilmente organizzazione e comfort costeranno. Se abbiamo solo una o due settimane per cambiare aria e staccare, quel momento verrà caricato di aspettative e probabilmente vorremo non muovere un dito. Il nostro unico obiettivo sarà il relax o il divertimento. Allora per questo tipo di viaggio sarà necessario avere un po’ di soldi da parte per pagare la nostra evasione estiva, ma alcune delle risorse di cui parlo in questo articolo potrebbero essere comunque utili a contenere il budget.

Se invece abbiamo la possibilità e la voglia di vivere il viaggio come un’occasione di scambio e condivisione, meglio ancora se siamo flessibili anche nelle tempistiche, sia per la durata del viaggio, che per la scelta dei mesi, ecco che si apre tutto un ventaglio di possibilità che in realtà  permettono di viaggiare, talvolta anche per molto tempo, a fronte di spese veramente più basse del previsto.

E’ un modo di viaggiare che si basa sul concetto della sharing economy: condividere per arricchirsi anche culturalmente, evitare sprechi e preservare il portafoglio! E’ un’opzione utile e davvero da considerare soprattutto se si viaggia da soli perché aiuta a contenere i costi. Senza dimenticare che favorisce di più l’instaurarsi di relazioni, sia con altri viaggiatori che con chi ci offre un servizio. Le piattaforme che aiutano a viaggiare con la sharing economy sono molte, quindi questo non è un elenco esaustivo. Condivido semplicemente qualche consiglio sulle risorse che, per esperienza personale o feed back di altri viaggiatori, sembrano funzionare meglio e/o sono più diffuse.

Trasporti

Probabilmente andranno a rappresentare la voce più corposa della spesa di viaggio, soprattutto se includono voli. Tuttavia alcuni  mezzi di trasporto, come il nostro camper d esempio, si possono condividere. Sicuramente avrete sentito parlare di BlaBlaCar, attivo sia in Italia che in molti paesi europei. E’ un sito che permette di condividere viaggi lunghi o brevi con altre persone che, per svariati motivi, fanno quel tragitto in macchina da sole e mettono in condivisione gli altri posti.

Invece in città possiamo usare delle app per bypassare il classico transfer in taxi. A seconda della città/zona in cui siamo, troviamo delle applicazioni diverse quindi è bene controllare prima quale sia la più diffusa… sempre che sia presente. In alcuni casi devo dire che per risparmiare rimane solo l’opzione più antica: i piedi o il pollice… per l’autostop!

Uber non ha bisogno di presentazioni ed è diffusa un po’ in tutto il mondo e anche in alcune città italiane. In Asia è molto diffusa anche Grab. Utile non solo per i passaggi in auto o scooter, ma anche per farsi fare dei delivery di cibo o altro materiale. In Medio Oriente invece si trova più Snapp!

Il funzionamento di queste piattaforme è su per giù sempre lo stesso. Ci si iscrive, si scarica l’app sul telefono e si collega un metodo di pagamento. Alcune contemplano anche la possibilità dei contanti.

Invece  con Get Around potrete trovare un auto da affittare per poche ore o per alcuni giorni. E cosa c’è di diverso rispetto ad un normale renting car? Le auto sono di privati che le mettono a disposizione in periodi o orari in cui non le usano e le tariffe sono più vantaggiose. Il tutto è coperto da assicurazione Allianz, con una protezione più o meno estesa che potete decidere voi. La piattaforma è attiva in alcuni paesi europei tra cui: Francia, Belgio, Austria, Spagna, UK.

Dormire

Anche per l’alloggio ci sono diverse piattaforme basate sulla sharing economy. Si può trovare ospitalità a fronte di diversi tipi di scambio o comunque per delle tariffe ridotte. Alcune sono divise per tipologia di viaggiatori come ad esempio Warmshowers che è rivolto ai cicloturisti.

Couchsurfing è probabilmente la più conosciuta. Mette in contatto chi ha voglia di offrire il proprio “couch”, ovvero divano, ad un viaggiatore, in cambio di un’esperienza culturalmente arricchente. Il nome lo dice da sé: si tratta spesso di sistemazioni spartane. Tuttavia diverse volte io mi sono trovata ad avere camere anche con bagno privato ed una volta persino un appartamento. Ma la regola è che il viaggiatore si adatta a ciò che c’è e non permane più dei due o tre giorni accordati. Inoltre, a volte, bisogna assicurarsi di lasciare del tempo per la condivisione con il proprio host, raccontargli di noi, del nostro viaggio, del nostro paese. Si può portare un piccolo regalino, qualcosa di tipico, offrire un pasto al nostro host o cucinare per lui/lei. Chiaramente non è un albergo dove depositare le valigie e poi chi s’è visto s’è visto.

Un consiglio è d’obbligo soprattutto alle donne in solitaria: ponete attenzione nel fare un’ottima scrematura e contattate iscritti che hanno solo ottime recensioni. I feedback degli altri viaggiatori sono importantissimi  perché potreste trovare persone che si iscrivono per le ragioni più disparate. Sta veramente a noi saper fare una buona scelta. E anche lasciare una nostra recensione, essendo più obbiettivi possibile e mettendo in luce pregi e difetti dell’esperienza vissuta, così da aiutare altri viaggiatori. Il sito si occupa solo di mettere in contatto le persone ma non si prende la responsabilità di nient’altro.

Altra opzione interessante è  Barattobb che offre pernottamento e prima colazione in una rete di B&B associati, in cambio di attività di vario genere, sotto forma di beni o servizi. Tra le attività richieste ci possono essere: aiuto con il giardino o l’orto, un servizio fotografico, un aiuto per ridipingere alcune stanze…e così via.

E per tutti i camperisti: poteva mancare un’opzione di sharing economy?

Certo che no! Outdoorsy (più diffusa in USA e Europa,) e Yescapa (con svariate soluzioni anche in Italia), danno la possibilità di prendere a noleggio il camper di un privato, che in quel momento non lo sta utilizzando.

Campspace invece è un po’ la versione per campeggiatori di Airbnb. Si possono trovare varie tipologie di alloggi, inclusi posti dove campeggiare o piantare la propria tenda, ospiti su terreni altrui a cifre spesso contenute e in posti anche molto belli come fattorie, parchi, laghi, pascoli, etc

Agricamper offre la possibilità di sostare con il proprio camper presso produttori agricoli che, a fronte di una spesa di 34,90€ di iscrizione annuale, vi ospiteranno gratis per una notte, con possibilità di conoscere le loro aziende e i loro prodotti. Però se avete la tessera di Mollo Tutto e Vado a Vivere in Camper, che vi da svariati sconti e convenzioni, avrete anche un’ulteriore riduzione sull’iscrizione ad Agricamper (solo 17,40€ annuali). Non ce l’avete? Ponete subito rimedio!!

 Mangiare

Social eating & sharing economy è un altro binomio che va bene a braccetto! Donzelle, come vi raccontavo in questo articolo, mangiare fuori se si viaggia da sole può diventare un momento che ci mette un po’ in ansia. Un ottimo modo per condividere i nostri pasti e anzi, trasformarli in occasioni di scambio culturale, è quello del social eating. Ci sono alcune piattaforme che si occupano di mettere in contatto locals che hanno piacere di condividere la loro tavola insieme a dei viaggiatori, per cifre da molto economiche a medie, a seconda del menù proposto e dell’esperienza della/o “chef”. Bisogna spulciare un po’ il web a seconda della nostra destinazione perché  le piattaforme variano molto da zona a zona.

Tra le più conosciute ci sono sicuramente Gnammo e Eatwith. In Italia, dove non perdiamo d’occhio la qualità, ci sono addirittura  le Cesarine: è l’esperienza di social eating con cuoche esperte selezionate e approvate da Slow Food. Qui la spesa sale un pochino, ma l’esperienza culinaria è assicurata!

Sempre in Italia SoLunch invece è molto più easy, sia nelle proposte dei pasti che nel prezzo e porta avanti il concetto di cucina diffusa, dando la possibilità di un pasto o di una pausa pranzo in ambiente familiare a chi è fuori casa e ha esigenza di non spendere troppo e di trovare un ambiente familiare 

Lavoro/Esperienze

Se la vostra non è prettamente una vacanza ma più un viaggio in cui siete alla ricerca di nuove esperienze, per capire e imparare nuove cose e avete la possibilità di rimanere in viaggio per almeno un mese; ecco che si aprono le porte di tutte quelle esperienze di sharing economy su vitto e alloggio in cambio di un piccolo contributo lavorativo. Solitamente è richiesta un’iscrizione annuale alla piattaforma per poter accedere ai loro database e ricercare la propria esperienza. Alcuni progetti richiedono comunque una cifra base di partecipazione.

Le piattaforme sono moltissime, anche a seconda del taglio che si vuole dare all’esperienza. Si possono trovare varie possibilità dall’insegnamento ai bambini, all’insegnamento di diving, surf o yoga, al baby-sitting o house-sitting. I settori sono veramente tantissimi e ce n’è per tutti i gusti. Per quello che riguarda i programmi di volontariato magari ne parleremo più nello specifico in un prossimo articolo.

Tra le piattaforme più conosciute ci sono WorldPackers e Workaway. La prima offre inclusa nell’iscrizione anche un minimo d’assistenza base se si hanno problemi con l’host/esperienza prescelta. Su Workaway si viene lasciati un po’ più a se stessi, nel senso che se gli host non rispondono o se ci sono problemi, la piattaforma non interverrà. Hanno comunque un database molto esteso e quindi un ricco ventaglio di possibilità. Ci sono anche piattaforme totalmente gratuite come Hippo Help.

Scambio possibile anche in fattorie, agriturismi, alpeggi, aziende agricole, piantagioni di spezie e caffè, sia in Italia che all’estero con Wwoof. Qui solitamente viene offerto vitto e alloggio in cambio di un aiuto. E’ sempre bene informarsi prima sul tipo di collaborazione richiesta per capire se effettivamente siamo in grado di dare un supporto al progetto prescelto.

Infine c’è persino modo di fare qualche tour turistico in città, facendosi accompagnare dai locals su percorsi già organizzati ma talvolta si puoi anche scegliere o richiedere un percorso specifico.

Quindi, buona fortuna, se avete del tempo e dello spirito avventuriero, adesso avete degli strumenti a disposizione per viaggiare risparmiando: dovete solo trovare l’esperienza di sharing economy in viaggio giusta per voi!

Autore articolo: Valentina Lazzerini di Vadoafareungiro.it, blog dedicato alle viaggiatrici in solitaria.
Per domande o informazioni più specifiche contattami o seguimi su Facebook e Instagram.

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