Mantenersi per vivere in camper. Come farlo viaggiando.

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Mantenersi per vivere in camper. Come farlo viaggiando.

12 Agosto 2019

I dubbi che fanno arrovellare la maggior parte delle persone che sanno della mia storia o che leggono quelle delle persone da me intervistate nella sezione “Diari di viaggio” del mio blog, sembrano essere sempre le stesse: “Come si fa coi soldi?”, “Come mantenersi per vivere in camper?”, “Viaggiare costa!”, “Come procurarsi i soldi se sei sempre in giro per il mondo?”.

Oggi vi darò tante informazioni utilissime e, se rimani con me fino alla fine, un consiglio che nessuno ti aveva mai dato prima!

Devo fare delle premesse.

1- Niente è come sembra.

Vi tranquillizzo subito dicendovi che nessuno di noi ha dei super poteri che permettono di far crescere i soldi sugli alberi o di moltiplicare i pani e i pesci.
Inoltre vi garantisco che, di quelli che conosco io, nessuno ruba, spaccia o fa marchette (per usare citazioni di qualche genio del web). E la maggior parte non ha vinto al superenalotto, è mantenuto da qualcun altro o è miliardario.
Non ci sarebbe assolutamente nulla di male in questo, ovviamente, ma non avrebbe senso raccontare le loro storie come testimonianze di “volere è potere“.

2- Quanto costa viaggiare?

Vi assicuro che viaggiare costa molto quando lo si può fare solo 30 giorni all’anno, ma non quando si vive viaggiando!

Se ci pensate bene, in effetti, quando si hanno solo 10 giorni di ferie non si bada a spese per due motivi fondamentali:
-il primo è che, avendo i giorni contati, vorremmo fare più esperienze, escursioni, visite possibili per goderci fino in fondo la meta raggiunta;
-il secondo è che abbiamo bisogno di sentirci coccolati, viziati, serviti e riveriti dopo tanti mesi di duro lavoro.

3- Esiste solo agosto?

La maggior parte di voi fa o può fare le ferie ad agosto, a Natale, a Pasqua…periodi in cui tutto costa il triplo.
Noi preferiamo e possiamo permetterci il lusso di andare controcorrente, di visitare i posti in bassa stagione e, soprattutto, di evitare i posti turistici.

“Vivere viaggiando” è diverso da “viaggiare sempre”.

Quindi, quando vivi in camper non hai nessuno di questi problemi, non hai nessuna fretta di andare via da un posto che ti piace e non hai bisogno di concederti nessun lusso extra perché il tuo lusso è già di per sé vivere viaggiando.

Giusto per fare un esempio di cosa sto dicendo: una coppia che fa un viaggio di una settimana con volo e hotel o villaggio all inclusive, può spendere, a seconda della stagione, da un minimo di 1000€.
Noi fulltimers, con la stessa cifra, possiamo vivere 2 o 3 mesi, come spiego meglio nell’articolo “quanto costa vivere in camper”.

Dunque, prima di chiedersi: “Come mantenersi per vivere in camper?”, bisognerebbe chiedersi: “Quanto costa vivere viaggiando?”.

“Ok. Ma come mantenersi per vivere in camper? E per farlo viaggiando?”

Andiamo dunque al nocciolo della questione, ok che costa poco vivere così, però anche un minimo di entrata mensile la si deve pur avere, no?
Beh, se vogliamo rimanere con la convinzione che serve per forza un’entrata fissa mensile e calcolando quanto poco ci serve, vi rispondo subito che “semplicemente” basterebbe avere una piccola rendita da affitto o da lavori da remoto o una piccola pensione per coprire le spese di base (assicurazione, bollo, gas, cibo e un po’ di gasolio).

Ma usciamo un attimo dal concetto di entrata fissa mensile e concentriamoci effettivamente su quanto serve, invece, annualmente.
Se facciamo un veloce calcolo di quanto costa vivere in camper da stanziali, o spostandosi di poco ogni settimana, e senza concedersi grossi lussi, direi che per mantenimento mezzo ed un adulto, ci potrebbero bastare anche 5000€ annui.

“Quindi, che tipi di lavori fare per vivere in camper, viaggiando?”

A questo punto si apre un mondo!

Potremmo pensare a trovare dei lavori stagionali con vitto e alloggio incluso, lavorare 3 mesi di fila e mettere da parte dai 3000 ai 6000 euro, (in base al tipo di lavoro o dello Stato in cui ci troviamo) e coi soldi messi da parte viaggiare altri 6 mesi minimo.

Esistono anche dei siti internet come “workaway” che ci permettono di ricevere vitto e alloggio in delle fattorie, ad esempio, dove in cambio daremo una mano qualche ora al giorno e nel tempo libero potremo guadagnarci un extra con ciò che sappiamo fare. Come ha fatto Stefania.

Potremmo lavorare “alla giornata” vendendo nelle piazze o ai mercatini, i nostri lavoretti artigianali o facendo gli artisti di strada come racconto nell’ intervista ad Akash. Insomma, sfruttando una qualunque dote in nostro possesso: cantare, ballare, suonare, dipingere, etc. (se si vuole veramente vivere così, perché no?).

Si può lavorare a provvigioni, affiliandoci ad un network marketing come ho fatto io col mio sito online (contattami per aprire il tuo) di prodotti che mi permettono di seguire anche una dieta equilibrata in camper.
Oppure facendo i rappresentanti o i promoter di beni e servizi e ricevendo in cambio una percentuale sulle vendite.

Si può continuare a svolgere il proprio lavoro da libero professionista ma come freelance, ad esempio scrittore, fotografo, psicologo, esperto di marketing, consulente, etc.

Oppure si può creare una realtà propria e costruire qualcosa per se stessi, come un sito e-commerce per vendere prodotti online o un blog, una pagina Facebook, un canale YouTube per diventare blogger, scrivere un libro, etc.
In tal caso, attenzione perché tanti credono che basti aprire un blog, una canale YouTube o una pagina Facebook per guadagnare, ma non è affatto così, anzi, questo è solo l’inizio di un grosso investimento di tempo che, forse un giorno, potrebbe iniziare a fruttare qualcosa, ma bisogna essere bravi a creare contenuti interessanti e soprattutto diversi dalle migliaia già presenti in rete.
Se questo è il tuo sogno ti consiglio di approfondire l’argomento leggendo l’articolo sui nomadi digitali.

Morale della favola, volere é potere.

Ovviamente tutto questo vale non solo per chi vuole mollare tutto e mantenersi per vivere in camper, ma anche per vivere viaggiando zaino in spalla o auto e tenda, etc.

Insomma, possibilità ce ne sono migliaia, basta un pizzico di volontà, coraggio, determinazione e si deve essere pronti ad abbandonare la nostra zona di comfort. Ad esempio, io faccio veramente un po’ di tutto quello che ho scritto.
Non è un percorso che si può fare in un giorno, serve un minimo di preparazione mentale e di organizzazione, ma come dico sempre io, il primo passo è quello che ti porta via da dove non vuoi più stare ed è quello che ti avvicina a dove vuoi andare.

Il consiglio che nessuno ti aveva mai dato prima

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C’è sempre almeno un buon motivo per fare qualcosa e almeno uno per non farla, a voi la scelta.

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